TORRE ARAGONESE

Breve descrizione della struttura e stato di conservazione
La Torre Aragonese è un'antica opera architettonica ubicata nel centro storico di Pietradefusi (Av).
La costruzione dell'imponente torrione risale al 1431; fu edificata per scopi difensivi ed è sottoposta al vincolo della competente Soprintendenza.
La struttura della Torre Aragonese si presenta come un parallelepipedo ed è stata realizzata con pietra locale e malta comune.
Lo spessore della muratura è di circa un metro.
Formata da due grossi vani, un piano terra ed un primo piano, essa e’ accessibile tramite una scala esterna a due rampe, pure in pietra e basoli locali.
La copertura è a terrazzo ed è accessibile tramite scala a chiocciola in ferro. La botola di accesso al solaio di copertura è stata protetta da lucernaio, che attualmente non è in buone condizioni.
Il manufatto, che si presentava in una situazione di accentuato degrado fisico e strutturale, è stato oggetto di interventi di manutenzione.
Le murature non presentano gravi dissesti e ciò probabilmente non solo per l’esiguità planimetrica e la compattezza del manufatto ma sicuramente anche per il fatto che la Torre poggia saldamente su di uno sperone di roccia in parte emergente da piano di campagna.

Intervento che si intende realizzare
L’intervento previsto di riqualificazione e ripristino funzionale consiste in un’azione di completamento della suddetta struttura, volta a favorirne la restituzione ad una ottimale fruibilità da parte dei turisti-visitatori.
L'intervento tende essenzialmente al recupero culturale e funzionale del complesso edilizio, senza alcuna modifica dell'esistente.

A tal fine, sono previsti i seguenti interventi: 1) rifacimento del manto impermeabile e del relativo pavimento sopraelevato in pietra locale sul solaio di copertura a terrazzo della Torre;
2) smaltimento delle acque meteoriche del solaio a terrazzo con discendenti e relativo convogliamento in pozzetti esistenti;
3) sostituzione delle attuali n° due porte e n° tre finestre, perché in pessimo stato, e sostituzione con infissi che si adattano allo stile del manufatto, nonché sostituzione del lucernaio di accesso al terrazzo;
4) cordoni realizzati con pietra locale da mettere sulla “ merlatura” della Torre per proteggere la muratura sottostante;
5) sostituzione e rifacimento - a norma - dell'impianto elettrico interno nei due vani della Torre;
6) realizzazione dell'impianto elettrico esterno con proiettori a led per illuminare adeguatamente punti caratteristici della Torre, valorizzandone estetica ed impatto visivo.

L’intervento, nel suo complesso, contempla interventi di recupero e ripristino, manutenzione straordinaria di un bene di valore storico, archeologico e monumentale, finalizzati, nel rispetto della salvaguardia dei valori culturali, alla conservazione, sicurezza e integrità del patrimonio d’arte, di storia e di cultura presente sul territorio regionale.

IL PROGETTO
Direzione artistica:
Silvia Bilotti

“Non solo Grand Gourmet: percorsi d’arte nella tradizione millenaria dell’enogastronomia campana tra l’Irpinia ed il Cilento” è un progetto di valorizzazione territoriale finanziato dall’Assessorato al Turismo della Regione Campania attraverso le risorse dell’Obiettivo Operativo 1.9. PO FESR CAMPANIA 2007 2013, che finanzia interventi sui beni culturali.
Il progetto è promosso dal Comune di Pietradefusi in partenariato con la Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Province di Avellino e Salerno, l’Ept di Salerno, il Comune di Manocalzati (Avellino) e il Comune di Centola (Salerno).
Un calendario di esclusivi appuntamenti del Grand Gourmet – da pranzi e cene d’autore a momenti artistici - in location d’eccezione tra l’Irpinia ed il Cilento, in un viaggio ideale alla scoperta di giacimenti culturali della Campania: alcuni siti minori, come l’Antiquarium di Palinuro, il Castello di San Barbato di Manocalzati, la Torre Aragonese di Pietradefusi e la Certosa di Padula, che faranno da palcoscenico ideale al progetto.
La gastronomia d’eccellenza, espressione della cultura della qualità di un sistema, dei suoi saperi e dei suoi valori e, dunque, della ricerca e della sperimentazione condotta su basi di conoscenza scientifica delle materie prime, è un bene culturale “immateriale”.
La valorizzazione di questo potenziale, al pari dei più rinomati beni culturali della Regione Campania, è un fattore d’attrazione per turisti e appassionati di arte e cultura, nonché volano per la crescita del territorio.
Il calendario di eventi prevede quattro cooking show, ciascuno con la presenza di uno chef stellato e di un critico enogastronomico che, attraverso lo strumento del racconto, si soffermeranno sulla storia della cucina, sul valore culturale e scientifico della gastronomia, tutto mentre lo chef prepara per l’occasione dal vivo un piatto, ed eventi artistici.
Il cooking show consiste in una coinvolgente conversazione tra uno chef stellato (due salernitani e due irpini) ed un giornalista di settore, con il coinvolgimento del pubblico, al temine della quale lo chef prepara dal vivo un piatto per l’occasione.
Per gli appuntamenti in Irpinia e per l'evento conclusivo alla Certosa di Padula “Non solo Grand Gourmet” si avvarrà della preziosa e prestigiosa collaborazione di SCABEC, la società di valorizzazione dei beni culturali di Regione Campania, che inserirà l'evento nel cartellone del Grand Tour 2014 e ne integrerà la promozione attraverso il circuito di Campania>Artecard.
Un percorso d’arte di alto livello in un circuito di beni culturali di rilievo con il coinvolgimento di uomini e donne espressione della cultura e dell’arte.
Il progetto, essendo finanziato con ob op 1.9 FESR Ccampania 2007 2013, prevede anche un serio intervento di valorizzazione e recupero della Torre Aragonese a pietradefusi.
La costruzione dell'imponente torrione risale al 1431. Fu edificata per scopi difensivi ed è sottoposta al vincolo della competente Soprintendenza. Il progetto prevede la realizzazione di un intervento di recupero e ripristino, manutenzione straordinaria di un bene di grande valore storico, archeologico e monumentale, finalizzato alla conservazione, sicurezza e integrità del bene stesso.

Dall'Antiquarium di Palinuro alla Certosa di San Lorenzo a Padula, il Grand Gourmet riprende il suo cammino, torna a tessere i fili che uniscono l'eccellenza dei luoghi alla ricchezza storica (e gastronomica) che li circonda.
Così, nella magia di una sera di fine estate, nell'anfiteatro del piccolo gioiello sulla costa cilentana ricco di reperti greci e della Magna Grecia prenderà corpo la cucina dell'Ellade nell'interpretazione dello chef Michele Deleo, sospesa tra mitologia e mediterraneità. Poco più di un mese dopo e ci ritroveremo invece a Padula: gli spazi mistici eppure densi di storia materiale della Certosa costituiranno lo scenario ideale per una cena che lo chef Vitantonio Lombardo metterà a punto rivisitando in chiave creativa uno dei menu dei Certosini. Grecia antica e Medioevo visti con le pupille (e assaggiati con le papille) d'oggi: nell'uno come nell'altro caso, proveremo infatti a coniugare il rigore storico con la fantasia (e la tecnica) moderna.
Rispettando storia e territorio ma provando a guardare oltre i limiti della "tipicità'" per aprirci al gusto e alla curiosità contemporanee: questo l'ingrediente segreto di ogni piatto Grand Gourmet.

Antonio Fiore

Tra l’Irpinia e il Cilento, gli eventi di “Non solo Gran Gourmet” si caratterizzano per essere un intimo viaggio tra le eccellenze: territori, chef, produzioni tipiche, ma anche arte e spettacolo. Veri e propri percorsi d’arte che affondano le radici nell’antica tradizione gastronomica di queste zone, estremamente rappresentative di una Campania ricca di segreti da tramandare di famiglia in famiglia, di maestro in maestro.
Domenica 14 settembre, nella suggestiva cornice del Castello di San Barbato, si tornerà indietro nel tempo, alla tavola del Medioevo, con il primo pranzo d’autore che vedrà protagonista lo chef Paolo Barrale. Dal Medioevo si passerà quindi alla cucina di caccia delle torri aragonesi con lo chef Carmine Fischetti, che porterà la sua cucina della tradizione a Pietradefusi, nell’affascinante Torre Aragonese.
Due grandi protagonisti della cucina d’Irpinia, che avranno modo, nel corso dei due appuntamenti di Manocalzati e Pietradefusi, di esprimere la loro arte gastronomica presentando al pubblico straordinari piatti d’autore, sospesi tra tradizione e innovazione.

Luciano Pignataro

EVENTI
Centola Palinuro (SA)
Antiquarium
Direzione artistica:
Silvia Bilotti

IL MIO NOME È NESSUNO

L'avventura di Ulisse

Il ritorno

di e con

Valerio Massimo Manfredi

e la partecipazione di

Sebastiano Somma e Isabella Adriani
Tratto dall’ultimo romanzo-best seller di Valerio Massimo Manfredi, “Il mio nome è nessuno” è una riproposizione teatrale delle pagine più suggestive dell’omonimo testo. Il viaggio di Odysseo, il suo universo brulicante di uomini, donne, imprese gloriose o sventurate raccontate con le parole e nei gesti dell’autore Valerio Massimo Manfredi con Isabelle Adriani e Sebastiano Somma.

ore 21:00

Concerto di

Angelo Loia con Progetto OIZA

musiche e ritmi etnici della tradizione cilentana e non solo

Concerto del Maestro

Mario Maglione

musiche e ritmi della tradizione classica napoletana

1
settembre
19
settembre
28
settembre
PRENOTAZIONI

COMPILA I CAMPI SOTTOSTANTI

Cena d’autore
CUCINA DI MARE
I SAPORI DELL’ELLADE

ore 21:00

Ingresso Gratuito
Prenotazione obbligatoria

Fino ad esaurimento disponibilità

Conversazione con

Chef Michele Deleo

Nato a Torre del Greco, Napoli, in Campania, Deleo, chef di grande talento, approda a Palazzo Avino dopo aver maturato diverse esperienze all’estero e in Italia.
La passione per le diverse culture lo conduce prima in Svizzera, poi in Francia ed Inghilterra dove matura esperienza in locali rinomati e pluristellati.
Affina la propria maestria e tecnica presso i prestigiosi ristoranti Le Crillon des Gourmets (due stelle Michelin) a Parigi, il Tantris (tre stelle Michelin) a Monaco di Baviera e presso Le Gavroche (due stelle Michelin) a Londra e poi ancora Parigi presso Le Côte d’Or du Saulieu (tre stelle Michelin) e l’Astrance (due stelle Michelin).
Nel 2001 il rientro in Italia. Qui i riconoscimenti non tardano. La stampa nazionale e internazionale subito riconosce il talento di questo giovane chef.
Tre le stelle recentemente conquistate, presso il Ristorante Il Buco, l’Accanto di Seiano e a Palazzo Avino.
Con uno straordinario bagaglio di esperienza, Deleo è oggi l’Executive Chef di Palazzo Avino e del pluripremiato ristorante Rossellinis.

Critico Enogastronomico

Antonio Fiore

Giornalista del Corriere del Mezzogiorno, noto come "Grouchofiore", dal più noto dei Fratelli Marx, e come "Critico Maccheronico", vanta una rara conoscenza dei ristoranti noti e meno noti d'Italia e della Campania in particolare, che recensisce sul quotidiano nonché nei suoi libri (senza mai dimenticare baffi, occhiali e sigaro), valutando menu, carta dei vini, servizio, rapporto qualità-prezzo, hotellerie, ambiente, cordialità, climatizzazione, parcheggio e persino la toilette, che riceve un giudizio in "fiori".
Sul suo personaggio ha costruito più di una iniziativa dedicata alla gastronomia di qualità, come "Maccheronia", il "Club dei Maccheronici", la "tombola maccheronica", la "Pasquetta maccheronica", fino alla raccolta fondi per Chefs sans frontieres, che ha come missione quella di dare ai ragazzi di strada un'educazione e un mestiere nel mondo gastronomico.


Michele Deleo presenta:

tortello di farina di farro in farcia di anguilla affumicata, fondente di bietolina, spuma calda di formaggio caprino e polvere di caffé;

zephira sfera di cioccolato bianco con cuore di yogurt integrale greco, gelle di fichi neri freschi e salsa al vino medicato.

In abbinamento:
Villa Rufolo
Costa d’Amalfi Doc
Ravello Bianco 2012

Antiquarium

L’Antiquarium è posto su uno strapiombo costiero a ridosso di una suggestiva cala in località Ficocella.
L’edificio fu realizzato negli anni ’60 grazie all’interesse dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, al fine di dare una collocazione alla miriade di reperti archeologici rinvenuti per un succedersi di scavi a partire dal 1948.
L’antiquarium raccoglie suppellettili di ossidiana risalenti a 6000 anni fa circa, i resti di un antico insediamento preistorico individuato nel 1983, i corredi della necropoli di età arcaica che hanno restituito ceramica di tradizione ionica, ceramica attica a figure nere e ceramica di produzione locale tipica del Vallo di Diano con decorazione geometrica, adoperata, oltre che per contenere acqua o derrate alimentari, anche come cinerari dei defunti sottoposti a cremazione.
Sono inoltre esposti i ritrovamenti di numerosi relitti di età ellenistica affondati nel mare di Palinuro.


Dove siamo

Antiquarium di Palinuro. Centola (SA)
Via Indipendenza, 206
chef
ricetta
location
Pranzo d’autore
A TAVOLA NEL MEDIOEVO

ore 11:30

Ingresso Gratuito
Prenotazione obbligatoria

Fino ad esaurimento disponibilità

Conversazione con

Chef Paolo Barrale

Dice di sé: “I piatti sono espressione… un sunto… un ricordo, di tanti momenti della vita… la mia infanzia… la mia Sicilia. Le enormi grigliate di pesce delle ‘mie’ trattorie... i primi passi in cucina… i profumi e i sapori della mia terra ….
Il casino e le risate nei villaggi turistici… poi il gioco si fa serio… Roma… il rigore di una brigata internazionale… poi la Campania… il territorio… adesso!
Questo sopra è il riassunto della mia vita professionale… più o meno.
Mi chiamo Paolo Barrale, ho 36 anni e lavoro come responsabile del ristorante Marennà, da quasi 5 anni.
È stato quasi un lampo, un flash. Dalla mia esperienza più titolata (la Pergola dell’hotel Hilton Heinz docet) a oggi il tempo è volato. Sono stato assorbito da questo lavoro, che sembra legato a me, come un cordone ombelicale. Pensate… a 14 anni lavoravo al pastificio di famiglia (in Sicilia la pasta ‘fatta a mano’ la facevo) e poi, più veloce della luce mi sono ritrovato a cucinarla. Mamma mi ha lasciato dna ligure (nonni piemontesi e ristoratori) e quindi pesto, trofie, salsa di noci, bagnet, la ‘cima’ eccetera non mancavano mai. Papà palermitano e quindi pasta con le sarde, caponata, falso magro, involtini di pesce spada ecc. Adesso, maturato delle esperienze passate e dal territorio realizzo un sunto (spero, non un pastrocchio), dove il gusto ‘vero’ degli alimenti si fonde con le necessità dei giorni d’oggi”.

Critico Enogastronomico

Luciano Pignataro

Laureato in Filosofia e giornalista professionista, lavora al Mattino dove da anni cura una rubrica sul vino seguendo dal 1994 il grande rilancio della viticoltura campana e meridionale.
Al centro dei suoi interessi la ristorazione di qualità, la difesa dei prodotti tipici e dell’agricoltura ecocompatibile.
É autore per le Edizioni dell’Ippogrifo delle uniche guide, sponsor free, sui vini della Campania e della Basilicata andate ripetutamente esaurite oltre che del fortunato Le Ricette del Cilento giunto alla terza edizione.
Con la Newton Compton ha pubblicato La cucina napoletana di mare, I dolci napoletani, 101 vini da bere almeno una volta nella vita.
Ha vinto il premio Veronelli come miglior giornalista italiano nel 2008.
Dal 1998 collabora con la Guida ristoranti Espresso, è impegnato nella nuova guida Vini d’Italia di Slow Food.


Paolo Barrale presenta:

Risotto "caprese"
Acqua di pomodoro, succo di mozzarella e basilico
La mia delizia al limone

Castello di San Barbato

Il Castello di San Barbato è arroccato sul colle che domina l’alta valle del fiume Sabato, a circa 450 metri di altitudine.
Costruito in epoca longobarda, le prime notizie sul forte risalgono ad una pergamena del 1146, custodita presso la biblioteca di Montevergine, in cui è raccontato un incontro avvenuto tra il signore del vicino Castello di Serra e il signore di San Barbato per una questione riguardante il possesso di alcune terre al confine tra i due territori.
In seguito al sisma del 1980 il Castello fu interamente restaurato.
Oggi si presenta come un maestoso complesso architettonico con una struttura che si articola in un edificio a pianta quadrangolare con torri angolari poste ai vertici del corpo centrale, che racchiude il cortile interno e la scala della corte.
La particolarità del Castello, rispetto ad edifici analoghi, è rappresentata dalle due torri sul lato meridionale che hanno forma circolare e scarpata, mentre le altre due, poste sul lato settentrionale, hanno una forma planimetrica a punta.
Conduce all’ingresso una splendida scala monumentale e un portale ad arco a tutto sesto.

Dove siamo

Castello di San Barbato
Strada Provinciale 125, San Barbato, Manocalzati (AV)

COME RAGGIUNGERCI

MANOCALZATI

In auto DA SALERNO

Imboccare Raccordo autostradale SA – AV
Muoversi in Direzione A 16 (NA – BA) verso Avellino Est
Svoltare sulla SP Ofantina in direzione Lioni/Montella, uscita Manocalzati

In auto DA NAPOLI

Imboccare A16 Napoli – Bari, in direzione sud, uscita Avellino Est
Muoversi in direzione SP Ofantina, direzione Lioni/Montella, uscita Manocalzati
chef
ricetta
location
Pranzo d’autore
LA CUCINA DI CACCIA
DELLE TORRI ARAGONESI

ore 11:30

Ingresso Gratuito
Prenotazione obbligatoria

Fino ad esaurimento disponibilità

Conversazione con

Chef Fratelli Fischetti

Il nome Fischetti rappresenta uno dei punti di riferimento dell’alta cucina campana, la storia di una intera famiglia che ha saputo esprimere in questi anni una grande qualità enogastronomica.
Le linee guida sono i piatti della memoria, gli ingredienti della storia e la cucina che ancora oggi si tramanda di madre in figlia, facendo proprie “le tre T” che guidano da sempre la gestione dell’Oasis: Terra, Territorio e Tradizione. La passione principale è la ricerca degli ingredienti, dall’orto di famiglia ai produttori che con la famiglia Fischetti condividono il senso etico di fare agricoltura e il rispetto assoluto per le materie prime. Parole d’ordine che si rispecchiano nei piatti del ristorante irpino.

Critico Enogastronomico

Luciano Pignataro

Laureato in Filosofia e giornalista professionista, lavora al Mattino dove da anni cura una rubrica sul vino seguendo dal 1994 il grande rilancio della viticoltura campana e meridionale.
Al centro dei suoi interessi la ristorazione di qualità, la difesa dei prodotti tipici e dell’agricoltura ecocompatibile.
É autore per le Edizioni dell’Ippogrifo delle uniche guide, sponsor free, sui vini della Campania e della Basilicata andate ripetutamente esaurite oltre che del fortunato Le Ricette del Cilento giunto alla terza edizione.
Con la Newton Compton ha pubblicato La cucina napoletana di mare, I dolci napoletani, 101 vini da bere almeno una volta nella vita.
Ha vinto il premio Veronelli come miglior giornalista italiano nel 2008.
Dal 1998 collabora con la Guida ristoranti Espresso, è impegnato nella nuova guida Vini d’Italia di Slow Food.


Chef Fratelli Fischetti presentano:

Stracotto di agnello con patate affumicate e riduzione di Taurasi
Ricotta mantecata al caffè con amarene e frolla di nocciola

In abbinamento:
Aglianico Terre di Valter

Torre Aragonese

Nel punto più alto dell’abitato di Pietradefusi svetta una torre difensiva a pianta quadrangolare e alta 11 metri.
La torre venne realizzata nel 1431 su ordine del feudatario locale Giacomo Tocco e fungeva da punto di raccolta della popolazione in caso di invasioni e saccheggi, oltre che da fortezza signorile.
La struttura della Torre Aragonese si presenta come un parallelepipedo ed è stata realizzata con pietra locale e malta comune. Lo spessore della muratura è di circa un metro.
Formata da due grossi vani, un piano terra ed un primo piano, essa è accessibile tramite una scala esterna a due rampe, pure in pietra e basoli locali.
La copertura è a terrazzo ed è accessibile tramite scala a chiocciola in ferro.

Dove siamo

Torre Aragonese
Centro Storico di Pietradefusi, Pietradefusi (AV)

COME RAGGIUNGERCI

PIETRADEFUSI

In auto DA SALERNO

Imboccare raccordo autostradale SA – AV
Muoversi in Direzione A 16 (NA – BA) verso Avellino Est
Proseguire sulla SP fino a Pietradefusi

In auto DA NAPOLI

Imboccare A16 Napoli – Bari, in direzione sud, uscita Avellino Est
Proseguire sulla SP fino a Pietradefusi
chef
ricetta
location
prenota
Cena d’autore
LA CUCINA CONVENTUALE
DELLA CERTOSA DI SAN LORENZO

ore 19:00

Ingresso Gratuito
Prenotazione obbligatoria

Fino ad esaurimento disponibilità

Conversazione con

Chef Vitantonio Lombardo

Dopo essere partito a 15 anni per scoprire il mondo della ristorazione, lasciate le ricette della tradizione in un diario di ricordi, cresce nelle cucine di professionisti in grado di trasmettergli talento e passione… la gavetta del cuoco Vitantonio Lombardo (classe 1979) è costellata di incontri importanti. Se a Paolo Teverini deve l’eleganza nel piatto, non da meno sono stati Succi Silver per il rispetto della materia prima, Gianfranco Vissani per la conoscenza del territorio, Fabio Barbaglini per le tecniche di cottura e Davide Scabin per la sua creatività. L’intero patrimonio acquisito in oltre dieci anni di esperienze in tutta Italia viene messo a disposizione della Locanda Severino sin dall’apertura nel Gennaio 2009 nelle vesti di Chef per poi diventare Patron nel Febbraio 2012. La tradizione, lasciata in secondo piano negli anni di formazione, viene ora ripresa a piene mani e sapientemente condita con tecniche moderne, leggerezza e un’attenzione puntuale alla stagionalità. Al momento non sono mancate le soddisfazioni ottenute che corrispondono a vere e proprie realizzazioni di sogni lavorativi:
Nel 2011 2 Forchette Gambero Rosso
Nel 2012 1 Stella Michelin
Nel 2013 1 Cappello L’Espresso

Critico Enogastronomico

Antonio Fiore

Giornalista del Corriere del Mezzogiorno, noto come "Grouchofiore", dal più noto dei Fratelli Marx, e come "Critico Maccheronico", vanta una rara conoscenza dei ristoranti noti e meno noti d'Italia e della Campania in particolare, che recensisce sul quotidiano nonché nei suoi libri (senza mai dimenticare baffi, occhiali e sigaro), valutando menu, carta dei vini, servizio, rapporto qualità-prezzo, hotellerie, ambiente, cordialità, climatizzazione, parcheggio e persino la toilette, che riceve un giudizio in "fiori".
Sul suo personaggio ha costruito più di una iniziativa dedicata alla gastronomia di qualità, come "Maccheronia", il "Club dei Maccheronici", la "tombola maccheronica", la "Pasquetta maccheronica", fino alla raccolta fondi per Chefs sans frontieres, che ha come missione quella di dare ai ragazzi di strada un'educazione e un mestiere nel mondo gastronomico.


Vitantonio Lombardo presenta:

La ricetta sarà pubblicata sul sito nei giorni precedenti la data del cooking show

Cucine della Certosa di San Lorenzo

Le Certosa di San Lorenzo a Padula, fondata nel 1306 per volere di Tommaso Sanseverino, è uno dei più grandi ed imponenti complessi monastici del sud Italia, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
L’impianto planimetrico rispecchia nell’organizzazione degli spazi architettonici la vita religiosa dell’ordine certosino.
Si suddivide infatti in due grandi aree: la “casa bassa”, più a contatto col mondo esterno, ove si svolgevano le attività di sostentamento della comunità certosina (spezieria, stalle, granai e depositi ubicati nella corte esterna) e la “casa alta” con gli spazi della vita comunitaria dei monaci (chiesa, cucina, refettorio, sala del tesoro e del capitolo) e gli ambienti di stretta clausura organizzati intorno al chiostro grande.
Nella grande cucina della Certosa, situata nell’area denominata “casa alta”, campeggia un camino sormontato da una monumentale cappa e, ancora oggi, vi si conservano le antiche maioliche di rivestimento e il banco in pietra dove venivano porzionati i cibi. Qui i certosini elaboravano le loro ricette predilegendo gli alimenti “bianchi” (pesce, uova), i formaggi, il latte di capra, i legumi e le verdure prodotte nel loro orto e limitando il consumo di carni e di grassi.

Dove siamo

Certosa di San Lorenzo
Viale Certosa 1, Padula (SA)

COME RAGGIUNGERCI

PADULA

In auto DA SALERNO

Imboccare A3 Napoli – Reggio Calabria, in direzione sud, uscita Padula - Buonabitacolo

In auto DA NAPOLI

Imboccare A3 Napoli – Reggio Calabria, in direzione sud, uscita Padula - Buonabitacolo

In auto DA AVELLINO

Imboccare AV – SA , immettersi sulla A3 Salerno – Reggio Calabria in direzione sud, uscita Padula - Buonabitacolo
chef
ricetta
location
prenota